OMNIBUS. PELLEGRINO (AVS): PER BES E DSA POTENZIARE SERVIZIO PUBBLICO
(ACON) Trieste, 21 mag - "Il tema delle liste d'attesa che
riguardano le certificazioni Bes (Bisogni educativi speciali) e
dei Dsa (Disturbi specifici dell'apprendimento) in ambito
scolastico è un problema noto, ma che non può rimanere
appannaggio esclusivo dell'Esecutivo, esautorando ancora una
volta il lavoro di Aula e di Commissione. Non è certamente
un'area che può vedere una sterile contrapposizione fra
maggioranza e minoranza". Così in una nota la consigliera
regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) a margine
della discussione del ddl 79.
"Diagnosi, certificazione e presa in carico delle nostre bambine
e bambini non può essere affidata al privato, seppur accreditato,
ma deve rimanere saldamente nell'alveo del servizio pubblico che,
essendo in sofferenza di personale, deve essere potenziato al
pari del comparto sanitario. Dare al privato - sottolinea
Pellegrino - la possibilità di operare liberamente in questo
settore, anche se iscritto ad un albo regionale, apre a una
deriva sbagliata, che non ci trova assolutamente d'accordo. Nello
spirito dell'articolo 32 della Costituzione, dobbiamo tutelare la
salute come un diritto fondamentale, universale e pubblico".
Prosegue l'esponente rossoverde: "C'è in primis un'urgente
necessità di potenziare la scuola, per questo ho presentato
diversi emendamenti sui temi dei Bes e dei Dsa all'assessora
Rosolen, che li ha puntualmente tutti bocciati. Bisogna essere
chiari: le persone a cui viene data questa certificazione non
sono disabili e quindi non si possono annoverare tra le persone
con disabilità, ma necessitano di un supporto scolastico per
superare quegli ostacoli che, se non seguiti correttamente, non
permettono loro di apprendere le materie scolastiche con il
giusto impegno. In questo percorso, il ruolo degli e delle
insegnanti è fondamentale, così come è sostanziale quello della
famiglia".
"È chiaro - continua la consigliera di opposizione - che le liste
d'attesa, per l'ottenimento sia della diagnosi che della
eventuale certificazione, sono lunghe, esattamente come accade
anche in altri settori pubblici. L'unica via percorribile è
potenziare il sistema pubblico, promuovendo nuove assunzioni di
professionisti per ridurre di conseguenza i tempi d'attesa. La
diagnosi precoce è fondamentale sin dai primissimi anni della
scuola primaria e per garantire una reale inclusione serve
maggiore tempo dedicato ai bambini e alle bambine con una
riduzione del numero di alunni per classe".
Conclude Pellegrino: "Pur ringraziando l'enorme lavoro di
supporto svolto dagli enti del Terzo Settore, è indispensabile
mantenere chiare e distinte le competenze e i confini tra
pubblico e privato, ma soprattutto non si può rischiare di
confondere la medicalizzazione di ogni singola fragilità".
ACON/COM/aa